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Digital PR e link building

Ottimizzazione SEO On Page e Off Page​   AGENZIA SEO

Relazioni, non elenchi di link

Un link editoriale nasce da una relazione o da un contenuto che un giornalista ritiene utile. Comprare link o inviare richieste in massa produce risultati fragili e rischi. Lavoriamo su poche testate pertinenti e su materiali che hanno un motivo per essere citati.
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Contenuti pensati per essere citati

Dati originali, analisi di settore, guide utili, commenti competenti: i giornalisti citano ciò che aiuta a raccontare una notizia. Costruiamo questi materiali insieme a chi conosce il settore, senza inventare numeri.
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Misurare la visibilità con onestà

Contiamo menzioni, link e traffico di riferimento, ma non promettiamo posizioni o coperture. Una citazione su una testata pertinente vale più di dieci link generici; un articolo senza link può comunque portare riconoscibilità.
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— Chi siamo

🚀Il Partner di Fiducia nel mondo Digitale

Missione:

Aiutare aziende di dimensioni diverse a costruire un sito chiaro, veloce e facile da aggiornare.

Visione: 

Un web in cui anche le aziende piccole abbiano pagine chiare, veloci e facili da trovare. Lavoriamo con i clienti per trasformare un obiettivo concreto in un progetto misurabile.

— La nostra Storia

🪄Da Ernesto.it a Ernesto Agency

Ernesto Agency nasce da Ernesto.it, il marketplace per trovare Professionisti per oltre 1.000 servizi.

Oggi, condividiamo la competenza acquisita con te attraverso servizi digitali personalizzati.

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Pertinenza prima del numero

Un link da una testata del settore ha più senso di venti link da siti senza relazione con l’azienda.

Niente promesse di posizione

Nessuno può controllare i risultati di un motore di ricerca. Possiamo descrivere il lavoro, non l’esito.
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Crisi e reputazione

Quando una notizia negativa circola, la risposta va preparata prima. Avere un referente e una procedura riduce i danni.

+10 ANNI NEL SETTORE

Qualità
Creatività

Il nostro team lavora su progetti documentati: audit, priorità e misure prima e dopo ogni intervento. Non promettiamo posizioni né risultati: costruiamo un metodo ripetibile e verifichiamo cosa cambia nel tempo.

Innovazione
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Servizi digitali in tutto il mondo

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A chi servono digital PR e link building

Le digital PR servono quando l’azienda ha qualcosa da dire e un pubblico che legge. Non bastano un comunicato e una lista di giornalisti: serve un tema, un dato o una storia che meriti spazio. Il link building, dal canto suo, serve a rafforzare la presenza del sito attraverso citazioni volontarie, non attraverso scambi automatici.

Non servono a chi cerca solo un numero di link entro una scadenza. Quella strada porta a directory, guest post di bassa qualità e reti di siti che oggi funzionano poco e domani possono diventare un problema. Meglio costruire meno, meglio e con continuità.

Le ricerche di chi cerca digital PR

Le ricerche tipiche sono «agenzia digital PR», «link building Italia», «farsi citare dai giornali», «ufficio stampa online», «come ottenere link editoriali». Chi cerca spesso ha già provato una campagna di link e non ha visto risultati, oppure ha una notizia da comunicare e non sa da dove iniziare.

La pagina spiega la differenza tra ufficio stampa, digital PR e link building, e perché non sono la stessa cosa. Spiega anche cosa possiamo fare e cosa non possiamo promettere, perché la trasparenza sui limiti è parte del servizio.

Cosa comprende il servizio

Il lavoro comprende analisi, messaggi, relazioni, contenuti e misurazione. Ogni ambito ha un risultato verificabile, anche quando il risultato non è un link.

Analisi della presenza attuale

Menzioni, link esistenti, testate di riferimento e conversazioni sul settore.

Mappa delle menzioni

Dove l’azienda è già citata, con o senza link.

Qualità, pertinenza e provenienza dei link che portano al sito.

Testate di riferimento

Quali giornali e siti leggono il pubblico dell’azienda.

Temi già discussi

Argomenti su cui l’azienda ha competenza e può intervenire.

Definizione dei messaggi

Pochi temi chiari, con prove e punti di vista che l’azienda può sostenere.

Temi e angoli

Argomenti su cui l’azienda ha qualcosa di specifico da dire.

Prove e dati

Materiali verificabili su cui basare le dichiarazioni.

Portavoce

Chi parla a nome dell’azienda e con quale competenza.

Lessico e limiti

Parole da usare, affermazioni da evitare, temi da non toccare.

Relazioni con testate e giornalisti

Contatti mirati, con materiali utili e rispetto dei tempi di chi scrive.

Elenco dei contatti pertinenti

Giornalisti e testate che trattano davvero il tema.

Presentazione e pitch

Messaggi brevi con il motivo per cui la storia può interessare.

Materiali di supporto

Dati, immagini, dichiarazioni e contatti per approfondire.

Follow-up

Un solo sollecito, educato, con informazioni nuove.

Comunicati e contenuti per la stampa

Testi chiari con chi, cosa, quando, dove e perché, senza aggettivi inutili.

Notizia e gerarchia

Individuazione di ciò che è realmente nuovo e di ciò che è contesto.

Scrittura del comunicato

Titolo, apertura, dichiarazioni, informazioni e contatti.

Materiali visivi

Immagini e video utilizzabili, con diritti chiari.

Adattamento ai canali

Versione per la stampa, per il sito e per i social.

Contenuti che attirano citazioni

Ricerche, guide e analisi originali che un giornalista può usare come fonte.

Idee basate su dati

Temi su cui l’azienda può produrre un’analisi originale.

Raccolta e verifica

Dati interni o pubblici, con metodo dichiarato e limiti.

Formato citabile

Grafici, tabelle e testi brevi facili da riprendere.

Aggiornamento

Revisione periodica dei dati per mantenere la pagina utile.

Citazioni volontarie ottenute con contenuti e relazioni, non con scambi automatici.

Opportunità pertinenti

Testate e risorse che citano già argomenti simili.

Proposte personalizzate

Contatti con un motivo specifico, non richieste generiche.

Controllo che la citazione sia reale, pertinente e raggiungibile.

Registro

Elenco dei link ottenuti e delle richieste rifiutate.

Partnership e collaborazioni

Progetti con associazioni, enti e aziende complementari che producono visibilità reciproca.

Mappa dei partner

Soggetti con pubblico simile e nessun conflitto diretto.

Idee di collaborazione

Ricerche comuni, eventi, guide e iniziative utili a entrambi.

Accordi chiari

Ruoli, costi, diritti e modalità di citazione.

Racconto dei risultati

Contenuti che documentano il progetto e le persone coinvolte.

Monitoraggio delle menzioni

Ascolto di ciò che viene detto, con attenzione a tono e contesto.

Parole chiave e nomi

Nome dell’azienda, prodotti, persone e temi da seguire.

Raccolta delle menzioni

Rassegna ordinata per testata, data e tono.

Segnalazioni interne

Avvisi al referente per le menzioni che richiedono una risposta.

Archivio

Conservazione di link e screenshot per il report.

Gestione delle crisi

Procedure semplici per rispondere a una notizia negativa o a una discussione pubblica.

Scenari possibili

Quali critiche possono emergere e chi risponde.

Messaggi preparati

Punti fermi da comunicare, senza negare i fatti.

Canali e tempi

Dove rispondere e entro quanto, con un referente unico.

Verifica successiva

Analisi di cosa è stato detto e cosa va corretto.

Misurazione e report

Menzioni, link, traffico di riferimento e qualità delle citazioni.

Conteggio distinto tra citazioni con e senza link.

Traffico di riferimento

Visite arrivate dalle testate, con pagine di atterraggio.

Qualità e pertinenza

Valutazione delle testate rispetto al pubblico dell’azienda.

Report periodico

Sintesi leggibile con risultati, limiti e prossimi passi.

Link building etica: cosa significa

Un link etico è volontario, pertinente e inserito in un contenuto che ha senso per chi legge. Non è pagato sottobanco, non è inserito in una lista di cento siti, non è nascosto in un footer. La differenza si vede nel tempo: i link costruiti bene restano, quelli comprati spariscono o diventano un rischio.

La link building etica è lenta. Richiede contenuti, relazioni e tempo. Non possiamo dire quanti link arriveranno né quando: possiamo descrivere il lavoro e misurare ciò che succede. Chi promette un numero preciso di link sta descrivendo una compravendita, non una relazione.

  • Contenuti originali e verificabili.
  • Contatti personali e pertinenti.
  • Nessun pagamento nascosto per un link.
  • Nessuna rete di siti creata solo per collegarsi.
  • Verifica periodica dei link ottenuti.

Come lavoriamo

Partiamo da un’analisi di ciò che esiste: menzioni, link, testate di riferimento e temi su cui l’azienda ha competenza. Scegliamo due o tre angoli e costruiamo i materiali. Poi contattiamo un numero ristretto di giornalisti, con proposte specifiche.

Il lavoro si misura in mesi. Ogni mese raccogliamo menzioni, link e risposte, e decidiamo cosa continuare. Se un tema non interessa, lo abbandoniamo invece di insistere. La qualità delle relazioni conta più del volume dei contatti.

  • Analisi della presenza attuale.
  • Scelta di due o tre temi.
  • Produzione di materiali citabili.
  • Contatti mirati e follow-up.
  • Report mensile e revisione.

Cosa misuriamo

Misuriamo menzioni, link, traffico di riferimento e qualità delle testate. Guardiamo anche le risposte dei giornalisti: quante proposte vengono aperte, quante producono un approfondimento, quante vengono rifiutate. Un tasso di risposta basso può indicare un tema debole o una lista di contatti sbagliata.

Non misuriamo il posizionamento come se fosse una conseguenza diretta del link building. Il posizionamento dipende da molti fattori e nessun fornitore può controllarlo. Possiamo osservare correlazioni, non attribuire cause certe.

  • Menzioni con e senza link.
  • Pertinenza delle testate.
  • Traffico di riferimento.
  • Risposte e approfondimenti ottenuti.
  • Qualità dei contenuti citati.

Errori che vediamo più spesso

Il primo errore è comprare link da pacchetti: si ottengono citazioni su siti irrilevanti e, nei casi peggiori, si danneggia la reputazione del dominio. Il secondo è inviare lo stesso comunicato a trecento indirizzi: i giornalisti lo riconoscono e lo ignorano.

Il terzo è non avere nulla da dire. Un comunicato su un evento interno non interessa a nessuno fuori dall’azienda. Infine, non misurare: senza registro delle menzioni e delle richieste, non si sa cosa ha funzionato.

  • Pacchetti di link preconfezionati.
  • Comunicati identici inviati in massa.
  • Temi senza interesse pubblico.
  • Nessun registro delle menzioni.
  • Promesse di posizionamento.
  • Testate non pertinenti al pubblico.

Domande da fare a un fornitore

Chiedi come vengono scelte le testate e se i link sono editoriali o sponsorizzati. Chiedi se il fornitore possiede i siti su cui pubblica: è un conflitto di interessi. Chiedi quali metriche vengono riportate e con quale frequenza.

Chiedi anche cosa succede se una testata rimuove il link e come vengono gestiti i contenuti sponsorizzati. La trasparenza sulle modalità è più importante del numero di link promessi.

  • I link sono editoriali o a pagamento?
  • Il fornitore possiede i siti coinvolti?
  • Come vengono scelte le testate?
  • Quali metriche vengono riportate?
  • Come si gestisce la rimozione di un link?

Cosa serve da parte tua

Serve un portavoce disponibile a rilasciare dichiarazioni e a essere ricontattato. Serve la disponibilità a condividere dati interni, anche in forma aggregata, per costruire contenuti originali. Serve un referente che approvi i materiali prima dell’invio.

Serve anche pazienza: le relazioni con la stampa non producono risultati in una settimana. Se l’azienda ha urgenza di visibilità immediata, la pubblicità è uno strumento più adatto.

  • Portavoce e disponibilità.
  • Dati e materiali verificabili.
  • Referente per le approvazioni.
  • Contatti esistenti con la stampa.
  • Orizzonte temporale realistico.

Quando serve altro

Le digital PR non sostituiscono la pubblicità, la SEO tecnica o la gestione della reputazione sulle piattaforme di recensione. Se il problema è la visibilità immediata, serve una campagna. Se il problema è la scheda di un’attività su Google, serve un lavoro specifico sulla presenza locale.

Se l’azienda non ha ancora un sito solido o contenuti chiari, conviene sistemare prima la base. Portare traffico su pagine confuse spreca l’occasione.

SEO e contenuti

La base tecnica e i contenuti che rendono utile un link ottenuto. Vedi il servizio SEO

Reputazione online

Recensioni e presenza sulle piattaforme locali, complementari alle digital PR. Vedi reputazione online

Content marketing

Contenuti editoriali che alimentano le relazioni con la stampa. Vedi content marketing

Glossario di digital PR

I termini che compaiono nelle campagne, spiegati senza gergo.

Digital PR
Relazioni con testate e comunità online per ottenere visibilità e citazioni.
Link editoriale
Link inserito in un contenuto perché utile al lettore, non per accordo commerciale.
Guest post
Articolo scritto per un altro sito; la qualità e la pertinenza fanno la differenza.
Pitch
Proposta breve inviata a un giornalista per presentare una storia.
Comunicato stampa
Testo che annuncia una notizia in forma chiara e verificabile.
Menzione
Citazione del nome dell’azienda, con o senza link.
Testata
Giornale, rivista o sito editoriale con una redazione e un pubblico.
Crisi reputazionale
Situazione in cui una notizia o una discussione danneggia la percezione dell’azienda.

Checklist prima di una campagna

Una campagna parte quando ci sono le condizioni minime. Questa lista aiuta a capire se è il momento giusto.

  • Esiste una notizia o un tema di interesse pubblico.
  • I dati sono verificabili e citabili.
  • Il portavoce è disponibile.
  • Le testate pertinenti sono state individuate.
  • I materiali visivi sono pronti.
  • Le regole sui link sono chiare.
  • Esiste un referente per le approvazioni.
  • È previsto un report periodico.

Come riconoscere un lavoro fatto bene

Un lavoro fatto bene produce poche citazioni pertinenti e un archivio ordinato. Le testate hanno un pubblico simile a quello dell’azienda, i contenuti sono corretti e i link funzionano. I giornalisti ricontattano quando serve un commento.

Si riconosce anche da ciò che non viene fatto: nessun pacchetto di link, nessuna promessa di posizione, nessun comunicato identico inviato ovunque. La reputazione si costruisce con coerenza, non con volume.

  • Testate pertinenti e riconoscibili.
  • Contenuti verificabili.
  • Link editoriali dichiarati.
  • Relazioni che durano nel tempo.
  • Report onesti su risultati e limiti.

Quanto tempo richiede

Una prima campagna richiede da uno a tre mesi per essere impostata e avviata. I risultati arrivano in modo irregolare: una settimana può produrre tre citazioni, un mese nessuna. La continuità è più importante dell’intensità.

I contenuti originali richiedono tempo: raccolta dati, verifica, scrittura, grafica. Se il materiale è debole, i tempi si allungano perché nessuno lo riprende.

Come si ragiona sul costo

Il costo dipende dal numero di temi, dalla produzione dei contenuti, dal tempo di relazione e dalla misurazione. Una campagna continuativa costa più di un singolo comunicato, ma produce relazioni che restano. I contenuti originali richiedono un investimento a parte.

Non vendiamo link a pacchetto. Il preventivo descrive ore e materiali, non un numero di citazioni. Se un fornitore vi chiede un prezzo per link, state comprando una pubblicità mascherata.

  • Analisi e definizione dei temi.
  • Produzione dei contenuti.
  • Tempo di relazione con le testate.
  • Materiali visivi.
  • Monitoraggio e report.

Misurare l’autorità senza illusioni

L’autorità di un sito è un concetto utile ma non un numero unico. Le metriche dei vari strumenti sono stime differenti e non vanno confrontate come se fossero la stessa cosa. Guardiamo la pertinenza delle citazioni e la loro persistenza, non solo un punteggio.

Un link da una testata del settore può valere più di dieci link da siti generici, anche se il punteggio complessivo si muove poco. La domanda giusta è: questa citazione porta le persone giuste e rafforza ciò che diciamo?

La relazione con i giornalisti

Un giornalista lavora con tempi stretti e riceve decine di proposte al giorno. La proposta utile è breve, specifica e contiene già i materiali. Non chiede un favore, offre una storia.

Quando una proposta viene rifiutata, non si insiste. Si ringrazia e si resta disponibili per temi futuri. Le relazioni si costruiscono in anni, non in una campagna.

Un comunicato che vale

Un comunicato stampa non è un testo pubblicitario. Deve contenere una notizia: un cambiamento, un dato, un’apertura, una ricerca, una presa di posizione. Se la notizia non c’è, il comunicato diventa una brochure e viene ignorato.

La struttura è semplice: titolo che dice cosa è successo, apertura con le informazioni essenziali, contesto, dichiarazioni, dettagli e contatti. Gli aggettivi si eliminano; i fatti si mettono in ordine di importanza.

Un comunicato utile include materiali: foto, dati, link a una pagina di approfondimento. Il giornalista non deve chiedere tutto. Se deve scrivere per ottenere le informazioni di base, la probabilità che pubblichi diminuisce.

Link da evitare

Alcuni link fanno più male che bene: quelli da reti di siti create solo per collegarsi, quelli inseriti in elenchi di centinaia di aziende senza contesto, quelli pagati senza dichiarazione. Sono facili da ottenere e difficili da spiegare se un motore di ricerca li considera manipolativi.

Anche i link da siti non pertinenti hanno poco valore. Un’agenzia che vende servizi a Roma non ha bisogno di un link da un portale di ricette. La pertinenza conta più del numero.

La qualità si riconosce dalla testata, dal contesto in cui il link compare e dalla continuità nel tempo. Un link in un articolo che parla davvero dell’azienda vale più di dieci link in pagine generiche.

Misurare le relazioni, non solo i link

Una campagna di digital PR produce anche ciò che non si conta: un giornalista che salva il contatto, un invito a un evento, una richiesta di commento. Sono segnali di una relazione che può produrre visibilità in futuro.

Il report deve distinguere tra menzioni, link, richieste e risposte. Un mese senza link ma con tre giornalisti interessati non è un mese vuoto. Un mese con dieci link da siti irrilevanti non è un mese riuscito.

Anche il traffico di riferimento va letto con attenzione: poche visite da una testata molto pertinente possono valere più di migliaia da un sito generalista.

Quando una notizia non è una notizia

Un evento interno, un nuovo ufficio o un compleanno aziendale raramente interessano a un giornale. Non perché non siano importanti per l’azienda, ma perché non lo sono per il pubblico. Insistere su questi temi consuma la relazione con la stampa.

Una notizia ha valore quando cambia qualcosa per chi legge: un prezzo, un servizio, una regola, una conoscenza. Se il cambiamento è solo interno, può diventare un contenuto per il sito o per i social, non un comunicato.

Prima di inviare, conviene chiedersi: perché un lettore che non ci conosce dovrebbe aprire questo articolo? Se la risposta non è chiara, il comunicato non è pronto.

Settori in cui lavoriamo

Digital PR e link building servono ad aziende con competenze specifiche e a professionisti che vogliono essere citati. Questi sono alcuni dei settori in cui lavoriamo.

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Le digital PR lavorano con i contenuti, la SEO e la reputazione. Questi sono i servizi più vicini.

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